GUANTI

Guanti: se ne vedono di tutti i colori

Il guanto è un indumento antichissimo e un accessorio con una lunga storia.

Già Omero nell’Odissea testimonia il loro utilizzo prevalentemente pratico, adoperati per ripararsi dal freddo e proteggersi durante i lavori manuali.

Gli egiziani attribuivano all’indumento un valore simbolico e liturgico, così come si è potuto scoprire dai reperti archeologici trovati nelle tombe.

Per gli uomini erano segno di prestigio ed un paio di guanti furono trovati addirittura nella tomba di Tutankhamon.

In realtà sembra che furono proprio i barbari a diffondere in tutta Europa questo capo d’abbigliamento, che cominciò ad avere ampio utilizzo dal VI secolo.

     

Nel Medioevo erano simbolo di nobiltà e cavalleria. All'epoca dei duelli, lanciare il "guanto di sfida" significava sfidare ufficialmente il rivale, il quale reagiva accettando di battersi per non perdere il proprio onore.

   

 

In Italia, durante il Rinascimento, i guanti cominciarono ad essere finemente ricamati e arricchiti da ornamenti metallici, a volte d’oro e d’argento, con fenditure per gli anelli.

Spesso profumati, si narra che Caterina de Medici uccise la regina di Navarra impregnando i suoi guanti con le esalazioni di una mistura letale a base di papavero.

       

Con il tempo il guanto ha smesso di essere simbolo di classe, ma ha comunque mantenuto la sua eleganza e il suo charme.

Negli anni ’40 il fascino di Rita Hayworth esplode in tutta la sua bellezza nella scena più famosa del film “Gilda”, quando l’attrice si sfila il lungo guanto nero.

    

 

Allo stesso modo, Marylin Monroe fa impazzire gli uomini di tutto il mondo nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”, vestita in raso fucsia , con guanti nella stessa tonalità, rigorosamente lunghi e sensualissimi.

   

Mentre Audrey Hepburn in “Colazione da TIffany”, con tubino nero, giro di perle e guanti di raso nero, diventa la regina di stile, eleganza e raffinatezza.

Ancora oggi i guanti posso essere simbolo puramente estetico, di eleganza e vanità, e l’impiego di materiali e forme diverse ne caratterizza il loro uso.

Sulle passerelle se ne vedono di tutti i colori e modelli, presentati in ogni collezione con una personalità e un impatto veramente glamour, con uno stile che va dall’elegante al deduttivo, dallo sportivo e dinamico al funzionale.

Stilisti come Dior, Versace, Saint Laurence, Kenzo e Lacroix hanno liberato i guanti lunghi, relegati un tempo esclusivamente agli ambienti del red carpet, per riproporli nell’abbigliamento quotidiano, in città come in ufficio. Inizialmente nati come indumento funzionale, poi simbolo di nobiltà ed eleganza, oggi sono tornati alla grande, diventando un capo d’abbigliamento non più complementare, ma indispensabile nel guardaroba.

 

 

    

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